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domenica 7 dicembre 2008

OSPEDALE: ORA O MAI PIU’

SOS CARDIOLOGIA. Calma piatta nell’ala dell’Utic, formalmente in corso di ristrutturazione. I lavori sono fermi da mesi, eccetto qualche sporadica apparizione. Secondo indiscrezioni non ci sarebbero i soldi per continuare. O meglio per cominciare, visto che è ancora quasi tutto da fare. Una bella “tegola” per il reparto di cardiologia, confinato provvisoriamente nei locali della ex dialisi. Una provvisorietà che pesa negativamente sull’operatività del reparto, sulla motivazione del personale, sulle prospettive di mantenimento e potenziamento, aldilà dei proclami, della cardiologia volterrana. Chissà se il cronoprogramma dell’Asl prevedeva questa pausa di riflessione nei lavori di cui non si intravede la fine.
SOS LABORATORIO. Nubi nere si addensano anche sul laboratorio analisi, che rischia di essere il prossimo bersaglio annunciato. Già i prelievi di Pomarance, Larderello e Ponteginori vengono fagocitati da Pontedera. Quando si inizia a minare la centralità, facendo “terra bruciata” intorno ad un servizio e alla sua utenza, si creano i presupposti per assestare il colpo definitivo. Siamo vicini.
SOS ORTOPEDIA. Vigileremo sui numeri. Con la partenza di Carnesecchi l’emorragia di numeri e peso specifico del reparto è nell’aria. Vigileremo, impugnando numeri, tabelle e dati, sul mantenimento dei livelli di operatività raggiunti. Ortopedia era uno dei cavalli di battaglia sbandierati dall’Asl per dimostrare che l’ospedale gode di ottima salute. Che continui ad esserlo. O faremo sapere che non lo è più.
SOS MEDICINA. Il reparto ha delle potenzialità. Ha raggiunto obiettivi di livello richiesti dalla Regione, sbaragliando i concorrenti. Ha ottime individualità. Ma non ha ancora un impianto di condizionamento dell’aria. Fino a ieri pioveva nel corridoio. Non ha ancora, Anno Domini 2008, un ecografo portatile a disposizione, nonostante ci sia chi sappia usarlo. E anche bene.
SOS PEDIATRIA. L’ostinazione pervicace dell’Asl ha voluto confinare le degenze pediatriche in un “vicolo cieco” all’interno del reparto di Medicina. La fantomatica zona filtro tra medicina e pediatria, in base a una segnalazione pervenutaci, pochi giorni fa presentava uno scasso nel muro con fili elettrici scoperti. Tutto questo quando nell’area ostetrica – ginecologica ci sono pediatri, infermieri dedicati, e spazi a volontà.
SOS OSTETRICIA – GINECOLOGIA. Il progetto è partito. Con le riserve del caso. Tutti ci auguriamo che riesca. Ma i cesarei programmati, ad esempio, si fanno? Eppure era scritto sul protocollo. Il finale di questo film è già da tempo scritto nelle teste di chi, dall’alto del suo scranno, pontifica sul diritto alla salute e sull’ineffabile “modello toscano”. Che spinge i volterrani a cercare i servizi di base, come l’assistenza alle gravide con problemi e ai bambini fino a un anno e mezzo di età, a ben 43 chilometri di distanza da casa.
SOS RADIOLOGIA. Perché Radiologia? Il Reparto va a gonfie vele, in effetti. Il fatto è che se tutto intorno perde i pezzi, la Radiologia volterrana da sola non fa l’ospedale. La Radiologia ha bisogno dell’ospedale nello stesso modo in cui l’ospedale ha bisogno di lei. E la Radiologia insegna che il “capo” può stare anche a Volterra e la coda a Pontedera. Questo è stare in rete, altrimenti siamo solo una scomoda appendice da eliminare.
SOS PRONTO SOCCORSO. Camera calda. Camera calda. Camera calda. Ci hanno sfasciato la testa con questa camera calda. Bene, ma serve solo a sbarellare il paziente. Il Pronto Soccorso è rimasto fermo agli anni 70, quando il mondo intorno è cambiato. La stessa disposizione dei locali non risponde più alle esigenze del paziente. La shock room resta un sogno nel cassetto. Il triage pure. L’automedica anche.

Infine il tesoro di Poggio alle croci. Sicuramente l’ultima concreta possibilità. Se la sprechiamo o la disperdiamo in mille rivoli, il nostro ospedale non avrà la forza di affrontare serenamente il futuro.

SOS Volterra